martedì 13 marzo 2012
Emergency - Gruppo di Rovigo: "La pace e la guerra", incontro a Solesino
Emergency - Gruppo di Rovigo: "La pace e la guerra", incontro a Solesino: Venerdì 16 marzo, alle 21 saremo a Solesino a presentare Emergency e il suo impegno concreto contro la guerra, a fianco delle vittime civili...
lunedì 5 marzo 2012
Revamping Italcementi
Il Consiglio di Stato dice sì al revamping

Il Consiglio di Stato
accende il semaforo verde per il progetto di revamping degli impianti
Italcementi. Con la sentenza depositata ieri, i giudici romani danno ragione al
cementificio e ribaltano la sentenza del Tar del Veneto, che aveva congelato il
piano. Un progetto incompatibile, secondo il Tribunale amministrativo, con le
norme del Parco regionale dei Colli Euganei.
Questa interpretazione non è condivisa dal Consiglio di Stato, secondo cui l’intervento è pienamente legittimo. Strada spianata, dunque, per il maxi-progetto di ristrutturazione del cementificio, che prevede un investimento di 160 milioni di euro per realizzare un nuovo forno, una torre a cicloni alta 89 metri (in un primo tempo era stata prevista di 130 metri) e la permanenza dello stabilimento in zona per altri 28 anni.
Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del Tar, dando l’ok alla compatibilità ambientale, ritenendo fondate le prospettazioni dell’Italcementi, “fatte proprie anche negli appelli adesivi dell’Ente Parco dei Colli Euganei e della Provincia di Padova”.
Nello specifico, si è affermato che:
”Poiché Italcementi non ha mai attivato progetti di dismissione del proprio impianto, il progetto ora in controversia è un reale adeguamento e non può essere inteso come “nuovo”, ma esclusivamente come modifica sostanziale, prevedendo infatti una maggiore efficienza ed un adeguamento consistente nella sostituzione di alcuni apparati tecnologici e ciò a tutta evidenza anche sotto il profilo edilizio ed urbanistico”;
…”l’area interessata rientra tra quelle prevalentemente edificate con caratteristiche originarie irreversibilmente trasformate dai processi urbanizzati e qualificata D4 – destinata ad attività produttive…”;
Addirittura il C.d.S. avalla la discutibile idea (espressa nel parere emesso il 1° dicembre 2010) della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, secondo cui “un elemento verticale -la discussa torre di 89 metri-, il cui sviluppo si accompagna ad una qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea che attribuiscono alle strutture verticali ad elevato contenuto tecnologico, (ha, n.d.r.) la funzione di riqualificare i siti nei luoghi deteriorati o caratterizzati da debolezze o marginalità di disegno”.
Questa interpretazione non è condivisa dal Consiglio di Stato, secondo cui l’intervento è pienamente legittimo. Strada spianata, dunque, per il maxi-progetto di ristrutturazione del cementificio, che prevede un investimento di 160 milioni di euro per realizzare un nuovo forno, una torre a cicloni alta 89 metri (in un primo tempo era stata prevista di 130 metri) e la permanenza dello stabilimento in zona per altri 28 anni.
Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del Tar, dando l’ok alla compatibilità ambientale, ritenendo fondate le prospettazioni dell’Italcementi, “fatte proprie anche negli appelli adesivi dell’Ente Parco dei Colli Euganei e della Provincia di Padova”.
Nello specifico, si è affermato che:
”Poiché Italcementi non ha mai attivato progetti di dismissione del proprio impianto, il progetto ora in controversia è un reale adeguamento e non può essere inteso come “nuovo”, ma esclusivamente come modifica sostanziale, prevedendo infatti una maggiore efficienza ed un adeguamento consistente nella sostituzione di alcuni apparati tecnologici e ciò a tutta evidenza anche sotto il profilo edilizio ed urbanistico”;
…”l’area interessata rientra tra quelle prevalentemente edificate con caratteristiche originarie irreversibilmente trasformate dai processi urbanizzati e qualificata D4 – destinata ad attività produttive…”;
Addirittura il C.d.S. avalla la discutibile idea (espressa nel parere emesso il 1° dicembre 2010) della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, secondo cui “un elemento verticale -la discussa torre di 89 metri-, il cui sviluppo si accompagna ad una qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea che attribuiscono alle strutture verticali ad elevato contenuto tecnologico, (ha, n.d.r.) la funzione di riqualificare i siti nei luoghi deteriorati o caratterizzati da debolezze o marginalità di disegno”.
venerdì 2 marzo 2012
giovedì 16 febbraio 2012
PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LEGALITÀ
PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER PREVENIRE E CONTRASTARE IL CRIMINE ORGANIZZATO E MAFIOSO E PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LEGALITÀ E DELLA RESPONSABILITÀ.
Intervento di Laura Puppato (Capogruppo PD Consiglio Regionale Veneto)
Lunedì 23 gennaio 2012 (Palazzo Ferro Fini, Venezia)
mercoledì 15 febbraio 2012
PD Nuovo Percorso: COMUNICATO STAMPA
Le ultimissime vicende Lusi e Brentan, dopo quella di Penati e Co. dimostrano come la "questione morale" sia anche un affare interno al PD, ”, oltreché a tutto il sistema dei partiti italiani.
Le orgogliose affermazioni di estraneità del PD a corruzione e malversazione suonano oggi a cittadini ed iscritti come un'ennesima beffa.
È evidente a tutti che "alcune mele marce" hanno potuto fare i propri interessi all'ombra del partito in assenza di qualsiasi forma di controllo e/o di trasparenza dei contributi elettorali.
La stessa esistenza, al solo fine di ricevere finanziamenti, di due partiti morti (DS e Margherita) rappresenta una vera e propria truffa, anche se legalizzata. Chi ha preso decisioni in merito deve dimettersi. Non solo. La gestione economica del passaggio da Ds e Margherita al Pd deve essere chiarita a tutti i livelli, nazionale e locale, a tutti gli iscritti nella massima trasparenza.
Il principio secondo cui chi riveste ruoli dirigenziali e di rappresentanza si senta giustificato per il solo fatto di non sapere, o di non essere stato informato, non può più vigere; il Pd è nato sotto il principio di responsabilità (accountability, diceva il primo segretario del partito) e di responsabilità oggettiva.
Nessuno può dire “io non c’ero o se c’ero dormivo”.
È interesse di tutto il PD Veneto che la magistratura accerti tutte le responsabilità di Brentan e di chi ha gestito mazzette e finanziamenti illeciti, al punto che ci aspettiamo che dentro il partito non ci siano forme di omertosa solidarietà con i colpevoli, ma anzi ne vengano contributi al lavoro della magistratura.
Soprattutto in questo momento di difficoltà, in cui il paese è chiamato al sacrificio e al rigore, è necessario che il Pd dia un segno inequivocabile della parte dalla quale vuole stare.
Ne risulta che è anche necessario che chi doveva controllare sui finanziamenti elettorali si dimetta.
E ancora: il Pd si deve dotare di una Carta pubblica in cui tutti coloro che occupano cariche in enti vari per conto del PD dichiarino le proprie posizioni, le retribuzioni, le consulenze, i titoli ad occupare l'incarico, il che è almeno in parte quello che per legge è d’obbligo per tutti i dirigenti e i funzionari che rivestono incarichi di indirizzo politico e amministrativo (D.Lgs 150/2009).
Su questi obiettivi ci impegneremo a tutti i livelli del PD perché nessuno, la prossima volta, possa affermare "io non sapevo...".
PD Nuovo Percorso
Le orgogliose affermazioni di estraneità del PD a corruzione e malversazione suonano oggi a cittadini ed iscritti come un'ennesima beffa.
È evidente a tutti che "alcune mele marce" hanno potuto fare i propri interessi all'ombra del partito in assenza di qualsiasi forma di controllo e/o di trasparenza dei contributi elettorali.
La stessa esistenza, al solo fine di ricevere finanziamenti, di due partiti morti (DS e Margherita) rappresenta una vera e propria truffa, anche se legalizzata. Chi ha preso decisioni in merito deve dimettersi. Non solo. La gestione economica del passaggio da Ds e Margherita al Pd deve essere chiarita a tutti i livelli, nazionale e locale, a tutti gli iscritti nella massima trasparenza.
Il principio secondo cui chi riveste ruoli dirigenziali e di rappresentanza si senta giustificato per il solo fatto di non sapere, o di non essere stato informato, non può più vigere; il Pd è nato sotto il principio di responsabilità (accountability, diceva il primo segretario del partito) e di responsabilità oggettiva.
Nessuno può dire “io non c’ero o se c’ero dormivo”.
È interesse di tutto il PD Veneto che la magistratura accerti tutte le responsabilità di Brentan e di chi ha gestito mazzette e finanziamenti illeciti, al punto che ci aspettiamo che dentro il partito non ci siano forme di omertosa solidarietà con i colpevoli, ma anzi ne vengano contributi al lavoro della magistratura.
Soprattutto in questo momento di difficoltà, in cui il paese è chiamato al sacrificio e al rigore, è necessario che il Pd dia un segno inequivocabile della parte dalla quale vuole stare.
Ne risulta che è anche necessario che chi doveva controllare sui finanziamenti elettorali si dimetta.
E ancora: il Pd si deve dotare di una Carta pubblica in cui tutti coloro che occupano cariche in enti vari per conto del PD dichiarino le proprie posizioni, le retribuzioni, le consulenze, i titoli ad occupare l'incarico, il che è almeno in parte quello che per legge è d’obbligo per tutti i dirigenti e i funzionari che rivestono incarichi di indirizzo politico e amministrativo (D.Lgs 150/2009).
Su questi obiettivi ci impegneremo a tutti i livelli del PD perché nessuno, la prossima volta, possa affermare "io non sapevo...".
PD Nuovo Percorso
mercoledì 2 novembre 2011
Iscriviti a:
Post (Atom)



