lunedì 5 marzo 2012

Revamping Italcementi

Il Consiglio di Stato dice sì al revamping


Il Consiglio di Stato accende il semaforo verde per il progetto di revamping degli impianti Italcementi. Con la sentenza depositata ieri, i giudici romani danno ragione al cementificio e ribaltano la sentenza del Tar del Veneto, che aveva congelato il piano. Un progetto incompatibile, secondo il Tribunale amministrativo, con le norme del Parco regionale dei Colli Euganei.

Questa interpretazione non è condivisa dal Consiglio di Stato, secondo cui l’intervento è pienamente legittimo. Strada spianata, dunque, per il maxi-progetto di ristrutturazione del cementificio, che prevede un investimento di 160 milioni di euro per realizzare un nuovo forno, una torre a cicloni alta 89 metri (in un primo tempo era stata prevista di 130 metri) e la permanenza dello stabilimento in zona per altri 28 anni.
Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del Tar, dando l’ok alla compatibilità ambientale, ritenendo fondate le prospettazioni dell’Italcementi, “fatte proprie anche negli appelli adesivi dell’Ente Parco dei Colli Euganei e della Provincia di Padova”.

Nello specifico, si è affermato che:

”Poiché Italcementi non ha mai attivato progetti di dismissione del proprio impianto, il progetto ora in controversia è un reale adeguamento e non può essere inteso come “nuovo”, ma esclusivamente come modifica sostanziale, prevedendo infatti una maggiore efficienza ed un adeguamento consistente nella sostituzione di alcuni apparati tecnologici e ciò a tutta evidenza anche sotto il profilo edilizio ed urbanistico”;

…”l’area interessata rientra tra quelle prevalentemente edificate con caratteristiche originarie irreversibilmente trasformate dai processi urbanizzati e qualificata D4 – destinata ad attività produttive…”;

Addirittura il C.d.S. avalla la discutibile idea (espressa nel parere emesso il 1° dicembre 2010) della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto, secondo cui “un elemento verticale -la discussa torre di 89 metri-, il cui sviluppo si accompagna ad una qualità architettonica apprezzabile, in linea con le tendenze dell’architettura contemporanea che attribuiscono alle strutture verticali ad elevato contenuto tecnologico, (ha, n.d.r.) la funzione di riqualificare i siti nei luoghi deteriorati o caratterizzati da debolezze o marginalità di disegno”.
 
http://pdmonselice.blogspot.com/2012/03/il-consiglio-di-stato-dice-si-al.html#more

FONTE (scarica la sentenza integrale):http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2011/201106249/Provvedimenti/201201185_11.XML

giovedì 16 febbraio 2012

PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LEGALITÀ

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER PREVENIRE E CONTRASTARE IL CRIMINE ORGANIZZATO E MAFIOSO E PROMUOVERE LA CULTURA DELLA LEGALITÀ E DELLA RESPONSABILITÀ.



Intervento di Laura Puppato (Capogruppo PD Consiglio Regionale Veneto)

Lunedì 23 gennaio 2012 (Palazzo Ferro Fini, Venezia)




Bersani: il comportamento dell'Europa con la Grecia è vergognoso

"Non può continuare a pagare la povera gente, così si uccide un Paese"

mercoledì 15 febbraio 2012

PD Nuovo Percorso: COMUNICATO STAMPA

Le ultimissime vicende Lusi e Brentan, dopo quella di Penati e Co. dimostrano come la "questione morale" sia anche un affare interno al PD, ”, oltreché a tutto il sistema dei partiti italiani.
Le orgogliose affermazioni di estraneità del PD a corruzione e malversazione suonano oggi a cittadini ed iscritti come un'ennesima beffa.
È evidente a tutti che "alcune mele marce" hanno potuto fare i propri interessi all'ombra del partito in assenza di qualsiasi forma di controllo e/o di trasparenza dei contributi elettorali.
La stessa esistenza, al solo fine di ricevere finanziamenti, di due partiti morti (DS e Margherita) rappresenta una vera e propria truffa, anche se legalizzata. Chi ha preso decisioni in merito deve dimettersi. Non solo. La gestione economica del passaggio da Ds e Margherita al Pd deve essere chiarita a tutti i livelli, nazionale e locale, a tutti gli iscritti nella massima trasparenza.
Il principio secondo cui chi riveste ruoli dirigenziali e di rappresentanza si senta giustificato per il solo fatto di non sapere, o di non essere stato informato, non può più vigere; il Pd è nato sotto il principio di responsabilità (accountability, diceva il primo segretario del partito) e di responsabilità oggettiva.
Nessuno può dire “io non c’ero o se c’ero dormivo”.
È interesse di tutto il PD Veneto che la magistratura accerti tutte le responsabilità di Brentan e di chi ha gestito mazzette e finanziamenti illeciti, al punto che ci aspettiamo che dentro il partito non ci siano forme di omertosa solidarietà con i colpevoli, ma anzi ne vengano contributi al lavoro della magistratura.
Soprattutto in questo momento di difficoltà, in cui il paese è chiamato al sacrificio e al rigore, è necessario che il Pd dia un segno inequivocabile della parte dalla quale vuole stare.
Ne risulta che è anche necessario che chi doveva controllare sui finanziamenti elettorali si dimetta.
E ancora: il Pd si deve dotare di una Carta pubblica in cui tutti coloro che occupano cariche in enti vari per conto del PD dichiarino le proprie posizioni, le retribuzioni, le consulenze, i titoli ad occupare l'incarico, il che è almeno in parte quello che per legge è d’obbligo per tutti i dirigenti e i funzionari che rivestono incarichi di indirizzo politico e amministrativo (D.Lgs 150/2009).
Su questi obiettivi ci impegneremo a tutti i livelli del PD perché nessuno, la prossima volta, possa affermare "io non sapevo...".

PD Nuovo Percorso

giovedì 27 ottobre 2011

VENETO CITY, DEMOCRATICI ALL’ATTACCO: “PDL e LEGA FAVOREVOLI AL MEGA PROGETTO”

Rocco e Giacon: “ La Lega offende ed abbandona il piccolo commercio dei centri storici. L’arroganza della Casta contro i commercianti”. PADOVA 18 ottobre 2011 – “E pensare che la Lega aveva costruito la sua fortuna sui voti dei piccoli commercianti, una categoria che oggi ha deciso di abbandonare al proprio destino. - Ad accusare il Carroccio sono i consiglieri provinciali del Partito Democratico Fabio Rocco e Paolo Giacon. - Dobbiamo prendere atto che, con il sorprendente appoggio al mega progetto di Veneto City, la Lega scarica i piccoli commercianti dei centri storici e dei piccoli comuni per sposare una strategia di cementificazione del territorio e di promozione della grande distribuzione. Un divorzio che si preannuncia traumatico e doloroso. Non abbiamo ancora capito per quale motivo l’espressione “bottegari con la casa a Cortina ed una al mare” sia stata utilizzata, con tono dispregiativo, dagli esponenti della Lega Nord padovana, inimicandosi in questo modo un segmento elettorale tradizionalmente vicino alle posizioni leghiste. Evidentemente l’arrogante casta della Lega Nord colpisce ancora. Un accanimento nei confronti del settore del piccolo commercio, gia’ messo a dura prova dalla crisi economica che non ha alcuna giustificazione.”


Recentemente le associazioni di categoria padovane si sono mobilitate per lanciare una campagna contro la realizzazione di Veneto City un mega colosso direzionale e commerciale nei comuni di Dolo e Pianiga. I consiglieri del Partito Democratico Giacon e Rocco hanno immediatamente presentato una mozione che e’ stata discussa nella terza Commissione Consiliare. La mozione reca il titolo “No a Veneto City, la Provincia di Padova aderisca alla campagna lanciata dalle associazioni economiche, denunciando le gravi esternalita’ negative per il territorio padovano.”

Lega e Pdl hanno espresso una posizione contraria alla mozione, dando via libera di fatto al mega progetto fortemente voluto da Galan e dalle amministrazioni leghiste di Dolo e Pianiga. La principale giustificazione e’ stata quella che in fondo il progetto riguarda la provincia di Venezia e non quella di Padova. “Assurdo, inconcepibile ed irresponsabile! – tuonano Rocco e Giacon – Possibile che i colleghi della Lega Nord non si siano mai accorti che la provincia di Padova confina con quella di Vicenza? Come puo’ essere sfuggito questo piccolo particolare a politici leghisti di cosi grande esperienza ed astuzia politica? Il mega progetto di Veneto avra’ fortissime ripercussioni anche nel padovano per due motivi: da una parte sara’ creato un notevole appesantimento del traffico sull’asse Padova-Venezia, dall’altra la creazione di nuove superfici commerciali di grande distribuzione danneggeranno il piccolo commercio dei centri abitati, gia’ messi a dura prova dal proliferare di grandi superfici commerciali in entrambe le province. Se la Provincia di Padova vuole essere vera portavoce delle istanze del territorio deve votare un fermo no a veneto city, altrimenti sara’ corresponsabile della morte del piccolo commercio e della creazione di un progetto inutile e dannoso per il padovano”.

http://www.partitodemocraticopadova.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1585:veneto-city-democratici-allattacco-pdl-e-lega-favorevoli-al-mega-progetto&catid=51:rassegna-stampa&Itemid=77