Con la
sentenza 651/2012 pubblicata oggi, il TAR Veneto
accoglie il ricorso dei Comuni di Este e Baone nelle sue parti essenziali e per
effetto annulla l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dall'Ente Parco
Regionale dei Colli Euganei in data 13 Dicembre 2010 prot. n° 13161 e la
delibera della Giunta Provinciale di Padova n° 316 in data 29 Dicembre 2010,
avente ad oggetto il giudizio di compatibilità ambientale per il progetto
Italcementi S.P.A.. Inoltre condanna l'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei al
pagamento, a favore di parte ricorrente, della somma complessiva di Euro
4.000/00 (quattromila/00).
La sentenza contenuta in 20 pagine respinge molte
delle eccezioni sollevate da Italcementi, ma in particolare evidenzia che la
sentenza del Consiglio di Stato n° 1185 del 2012 non influenza questo giudizio,
trattandosi di ricorsi proposti da parti distinte (Comitati prima e Comuni
adesso). Ribadisce
l'incompatibilità dei cementifici con il Piano Ambientale e
ne evidenzia il forte impatto paesaggistico. Su questo punto i Giudici
evidenziano che il Presidente dell'Ente Parco ha rilasciato l'autorizzazione
paesaggistica nonostante la Commissione Tecnica del 29 Settembre 2010, avesse
espresso a maggioranza parere contrario all'intervento in quanto presentava un
forte impatto visivo e strutturale.
Sotto attenzione
anche la Convenzione siglata da Comune di Monselice, Ente Parco e Italcementi
dove il collegio evidenzia come la: " convenzione prevede che Italcementi versi
all'Ente Parco, per interventi di interesse pubblico volti al miglioramento di
aree compromesse nonché alla messa in sicurezza di fronti collinari, la somma di
un milione di euro. Si tratta di una cifra cospicua, non imposta da disposizioni
di legge. La destinazione della somma non è specificamente connessa ad eventi
provocati per effetto dell'intervento approvato.(…). Si pone conseguentemente il
dubbio che la somma che Italcementi si è obbligata a pagare, per finalità di
interesse pubblico, costituisca un motivo di persuasione, affinchè il Presidente
dell'Ente Parco procedesse al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica
impugnata, anche a costo di rilasciare un'autorizzazione paesaggistica
illegittima".
E così nel dispositivo di sentenza possiamo leggere che il TAR:
"Trasmette la presente sentenza alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Padova, ai fini della verifica se l'illegittimo rilascio
dell'autorizzazione paesaggistica impugnata abbia comportato la commissione di
reati, in specie di abuso d'ufficio di cui all'art. 323 del cod. pen…."
La
sentenza ha l'effetto di bloccare ancora una volta l'iter del Revamping di
Italcementi. E di questo dobbiamo ringraziare la determinazione e la coerenza
dei Sindaci Francesco Corso e Giancarlo Piva che senza indugi, si sono schierati
dalla parte dei cittadini, a sostegno dei Comitati per difendere il futuro di
questo Parco e la salute dei residenti.
Una sentenza che arriva nel momento
in cui il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini prepara un Decreto per favorire
l'incenerimento dei rifiuti nei cementifici. Con questo provvedimento il
combustibile prodotto da rifiuti, che ora si chiama CSS, non sarà più
considerato un rifiuto e per questo potrà essere utilizzato nelle cementerie.
Diventa così concreto il rischio di vedere trasformati i nostri 3 cementifici in
veri e propri inceneritori, ma con limiti di emissione notevolmente più
alti.
Ora la nuova gestione del Parco Colli deve far ripartire con forza
l"Accordo di programma" previsto Piano Ambientale, in vista di una graduale
dismissione di questi impianti dichiarati incompatibili con le finalità del
Parco. Un percorso che deve contemporaneamente prevedere garanzie occupazionali
per i lavoratori impiegati. La speranza è che tutti i soggetti coinvolti si
decidano finalmente ad operare in questa direzione e nel rispetto delle leggi.
(Francesco Miazzi)