lunedì 24 dicembre 2012

Risultati Primarie per selezione candidature al Parlamento



Primarie per la selezione delle candidature al Parlamento per le elezioni politiche del 2013 (30 dicembre 2012)

Risultati a SOLESINO: Naccarato 12, Miotto 16, Narduolo 29 Piva 28, Galbussera 8, Pasquato 9, Pesce 1, Corso 30, Camani 2, Eughvenie 5, Piron 1. Votanti 77.
 
 

mercoledì 7 novembre 2012

RISULTATI delle PRIMARIE del Centrosinistra del 25 Novembre a SOLESINO

Risultati Primo turno:

 Bersani 85
Tabacci 0
Puppato 23
Vendola 16
Renzi 102
Totale votanti 226



Risultati Secondo turno:

Bersani 99
Renzi 97
Bianche 0
Totale votanti 196

martedì 16 ottobre 2012

Bersani, Puppato e Renzi candidati ufficiali PD a primarie di coalizione

Comunicato dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea nazionale PD

I candidati del Pd alle primarie di coalizione del centrosinistra sono Pier Luigi Bersani, Laura Puppato e Matteo Renzi.
Lo comunica l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea nazionale del Pd, riunitosi questa mattina per la verifica delle candidature di iscritti al partito alle primarie di coalizione.

“Nei tempi e nei modi previsti dall'Assemblea nazionale del 6 ottobre 2012” si legge nel comunicato dell’Ufficio di Presidenza, “sono pervenute alla Presidenza dell’Assemblea due candidature: Laura Puppato e Matteo Renzi. Entrambe le candidature sono corredate, come previsto, dalla sottoscrizione di una dichiarazione in cui i candidati riconoscono i fondamentali contenuti politici e programmatici deliberati dall'Assemblea e da un numero di sottoscrizioni almeno pari al 10 per cento dei componenti dell’Assemblea nazionale. Pertanto, i candidati del Pd alle primarie di coalizione del centrosinistra sono: Pier Luigi Bersani (Segretario del partito), Laura Puppato e Matteo Renzi”.

martedì 9 ottobre 2012

Italia Bene Comune

L’Italia ce la farà se ce la faranno gli italiani. Se il paese che lavora, o che un lavoro lo cerca, che studia, che misura le spese, che dedica del tempo al bene comune, che osserva le regole e ha rispetto di sé, troverà un motivo di fiducia e di speranza.
L’Italia perderà se abbandonerà l’Europa e si rifugerà nel suo spirito corporativo, se prevarrà l’interesse del più ricco o del più arrogante. Se speranza e riscatto non saranno il capitale di un popolo ma scialuppe solo per i furbi e i meno innocenti.
VEDI I TEMI DELLA CARTA D'INTENTI (clicca qui)
Questa Carta d’Intenti vuole descrivere l’Italia che ce la può fare, che ce la può fare ricostruendo basi etiche e di efficienza economica; che ce la può fare con uno sforzo comune in cui chi ha di più dà di più.
Sappiamo che la politica ha le sue colpe. E che quanto più profonda si manifesta la crisi, tanto più le classi dirigenti devono testimoniare il meglio: nella competenza, nella condotta, nella coerenza. Questo sarà il nostro impegno e la bussola per il nostro compito. Con la stessa sincerità, diciamo che non siamo tutti uguali. Non sono uguali i partiti, le persone, le responsabilità. Gli italiani sono finiti dove mai sarebbero dovuti stare perché a lungo sono stati governati male. Noi vogliamo chiudere quella pagina e aprirne un’altra.
L’Italia, come altre grandi nazioni, è immersa nella fine drammatica di un ciclo della storia che ha occupato l’ultimo trentennio. La gravità del quadro elimina molte certezze. Ma sono proprio le grandi rotture a dettare le regole del futuro. Nel senso che da una crisi radicale – dell’economia e della democrazia – non si esce mai come si è entrati. Le crisi cambiano il paesaggio, le persone, il modo di pensare. La sfida è spingere quel mutamento verso un progresso e un civismo più solidi, retti, condivisi. Davanti a noi, adesso, c’è una scelta di questo tipo: se batterci per migliorare tutti assieme o rinunciare a battersi. Se credere nelle risorse del Paese o affidarsi – e sarebbe una sciagura – alle risorse di uno solo. Se unire le energie disponibili e ripensare assieme l’Europa, o attendere che altri scelgano e dicano per noi.
Questo è il momento di decidere cosa vogliamo diventare. Quale ruolo dare a una nazione con la nostra tradizione, situata nel cuore di un Mediterraneo che le rivolte giovanili stanno modificando come mai era accaduto. Quale democrazia rifondare, dopo una crisi che ha corretto i confini della sovranità dei singoli stati. Insomma questo è il momento di ricostruire l’Italia che lasceremo a chi verrà dopo.
Il prossimo Parlamento e il governo che gli elettori sceglieranno avranno tre compiti decisivi. Dovranno guidare l’economia fuori dalla crisi rimettendola salda sulle gambe. Dovranno ridare autorità, efficienza e prestigio alle istituzioni e alla politica, ripartendo dai principi della Costituzione. Dovranno rilanciare – in un gioco di squadra con le altre nazioni e i loro governi – l’unità e l’integrazione politica dell’Europa.
Vogliamo dunque proporre la traccia di una discussione aperta sull’Italia attorno ad alcune idee fondamentali. Cerchiamo un patto con le forze politiche democratiche, progressiste e di una sinistra di governo, con movimenti e associazioni, con amministratori, con ogni persona e personalità che voglia contribuire a un progetto per uscire da una crisi senza eguali nella nostra memoria. Una crisi che affrontiamo con la zavorra di un debito pubblico da ridurre drasticamente e che richiederà scelte responsabili, di rigore e allo stesso tempo di enorme coraggio. Bisogna vedere i problemi e insieme cogliere le occasioni. L’Italia è in grado di farlo ma deve avere più fiducia nei suoi mezzi e meno paura del viaggio che dobbiamo fare. Non è più tempo di “contratti”, promesse, sogni appesi a un filo. Adesso è tempo di ripartire. Perché il peggio può essere alle nostre spalle. Se lo vogliamo.
 
 

COSTI DELLA POLITICA E TRASPARENZA

LE DECISIONI DEL GRUPPO REGIONALE  DEL PD: VIA I RIMBORSI FORFETTARI, PUBBLICAZIONE ONLINE DI REDDITI E BILANCI

In continuità con il percorso già intrapreso fin dall’inizio di questa legislatura, nel corso della riunione odierna il gruppo regionale del Partito Democratico Veneto ha assunto le seguenti decisioni, riguardanti la trasparenza sui redditi dei consiglieri e sulla gestione amministrativa del gruppo:

Pubblicazione online della dichiarazione dei redditi e dello stato patrimoniale dei singoli consiglieri.

Pubblicazione online del bilancio del gruppo.

Certificazione del bilancio del gruppo da parte di una società esterna.

Erogazione dei rimborsi ai consiglieri dietro presentazione di pezze giustificative, in luogo del rimborso forfettario.

Il gruppo del PD auspica che la conferenza dei capigruppo, convocata per domani, adotti questa linea di condotta per l’intero Consiglio.

Nel condividere i richiami del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, per un’azione di totale trasparenza e risanamento della politica, i consiglieri del PD concordano sulla necessità che il Governo Monti adotti misure urgenti su questo versante.

Pubblicazione online della dichiarazione dei redditi dei singoli consiglieri

giovedì 10 maggio 2012

IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DEI COMUNI DI ESTE E BAONE E BLOCCA ANCORA IL REVAMPING DI ITALCEMENTI DI MONSELICE

9 maggio 2012

Con la sentenza 651/2012 pubblicata oggi, il TAR Veneto accoglie il ricorso dei Comuni di Este e Baone nelle sue parti essenziali e per effetto annulla l'autorizzazione paesaggistica rilasciata dall'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei in data 13 Dicembre 2010 prot. n° 13161 e la delibera della Giunta Provinciale di Padova n° 316 in data 29 Dicembre 2010, avente ad oggetto il giudizio di compatibilità ambientale per il progetto Italcementi S.P.A.. Inoltre condanna l'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei al pagamento, a favore di parte ricorrente, della somma complessiva di Euro 4.000/00 (quattromila/00).
La sentenza contenuta in 20 pagine respinge molte delle eccezioni sollevate da Italcementi, ma in particolare evidenzia che la sentenza del Consiglio di Stato n° 1185 del 2012 non influenza questo giudizio, trattandosi di ricorsi proposti da parti distinte (Comitati prima e Comuni adesso). Ribadisce l'incompatibilità dei cementifici con il Piano Ambientale e ne evidenzia il forte impatto paesaggistico. Su questo punto i Giudici evidenziano che il Presidente dell'Ente Parco ha rilasciato l'autorizzazione paesaggistica nonostante la Commissione Tecnica del 29 Settembre 2010, avesse espresso a maggioranza parere contrario all'intervento in quanto presentava un forte impatto visivo e strutturale.
Sotto attenzione anche la Convenzione siglata da Comune di Monselice, Ente Parco e Italcementi dove il collegio evidenzia come la: " convenzione prevede che Italcementi versi all'Ente Parco, per interventi di interesse pubblico volti al miglioramento di aree compromesse nonché alla messa in sicurezza di fronti collinari, la somma di un milione di euro. Si tratta di una cifra cospicua, non imposta da disposizioni di legge. La destinazione della somma non è specificamente connessa ad eventi provocati per effetto dell'intervento approvato.(…). Si pone conseguentemente il dubbio che la somma che Italcementi si è obbligata a pagare, per finalità di interesse pubblico, costituisca un motivo di persuasione, affinchè il Presidente dell'Ente Parco procedesse al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica impugnata, anche a costo di rilasciare un'autorizzazione paesaggistica illegittima".
E così nel dispositivo di sentenza possiamo leggere che il TAR: "Trasmette la presente sentenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, ai fini della verifica se l'illegittimo rilascio dell'autorizzazione paesaggistica impugnata abbia comportato la commissione di reati, in specie di abuso d'ufficio di cui all'art. 323 del cod. pen…."
La sentenza ha l'effetto di bloccare ancora una volta l'iter del Revamping di Italcementi. E di questo dobbiamo ringraziare la determinazione e la coerenza dei Sindaci Francesco Corso e Giancarlo Piva che senza indugi, si sono schierati dalla parte dei cittadini, a sostegno dei Comitati per difendere il futuro di questo Parco e la salute dei residenti.
Una sentenza che arriva nel momento in cui il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini prepara un Decreto per favorire l'incenerimento dei rifiuti nei cementifici. Con questo provvedimento il combustibile prodotto da rifiuti, che ora si chiama CSS, non sarà più considerato un rifiuto e per questo potrà essere utilizzato nelle cementerie. Diventa così concreto il rischio di vedere trasformati i nostri 3 cementifici in veri e propri inceneritori, ma con limiti di emissione notevolmente più alti.
Ora la nuova gestione del Parco Colli deve far ripartire con forza l"Accordo di programma" previsto Piano Ambientale, in vista di una graduale dismissione di questi impianti dichiarati incompatibili con le finalità del Parco. Un percorso che deve contemporaneamente prevedere garanzie occupazionali per i lavoratori impiegati. La speranza è che tutti i soggetti coinvolti si decidano finalmente ad operare in questa direzione e nel rispetto delle leggi.

(Francesco Miazzi)