"In piazza contro i tagli di bassa lega. Perché mentre la politica sembra ridotta tutta a una questione di tette e culi, governo e regione decidono con scelte sbagliate il presente e il futuro dei cittadini e del territorio”. Lo ha dichiarato Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd, alla conferenza stampa svoltasi questa mattina a Padova per illustrare i contenuti della manifestazione promossa per il prossimo 5 febbraio a Padova (in piazzetta Pedrocchi alle 14.30).
“Il governo di Bossi e Berlusconi – spiega la Filippin – ha tolto 358 milioni di euro al Veneto. E Zaia scarica questi tagli sui Comuni. Altro che federalismo, il Veneto paga due volte. Il 5 febbraio inizia un percorso. Che proseguirà per tutto il mese di febbraio, unitamente alla raccolta di firme per chiedere le dimissioni di Berlusconi. È nell’interesse del paese che il Cavaliere si dedichi del tutto alla sua vita privata”.
“Mentre Berlusconi chiamerà a raccolta le sue truppe, il 13 febbraio, noi - ha aggiunto Laura Puppato – vogliamo informare i veneti su quello che sta succedendo al futuro dei loro diritti e dei servizi essenziali. Vogliamo denunciare il modo in cui Zaia ha subito in silenzio i tagli del Governo nazionale. I pesantissimi tagli imposti dal bilancio regionale non sono provocati solo dalla manovra del governo e da un patto di stabilità iniquo che penalizza le amministrazioni locali più virtuose”.
“Ci sono infatti gravi responsabilità della classe dirigente regionale: basti guardare al deficit che la metà delle società partecipate ha accumulato in questi anni, come ha dichiarato la Corte dei conti. Presenteremo la nostra contro-manovra e proporremo soluzioni che, al contrario di quanto vuole fare la Giunta regionale, non priveranno di risorse chi ha più bisogno e non terranno in vita società in passivo e forme di clientela. Con molta probabilità nei prossimi giorni arriveranno in Veneto nuove risorse per la spesa sanitaria e la tutela del territorio. Non pensi il centrodestra di poter utilizzare questi fondi fuori dalla stretta competenza cui sono destinati”.
“Se non vengono approvati gli emendamenti del Pd – ha aggiunto il Senatore Marco Stradiotto– anziché dire “padroni a casa nostra” si potrà dire “commissariati a casa nostra”. Al posto dei sindaci si potrà mettere un computer, perché tutto resterà deciso a Roma, senza nessuna vera autonomia e responsabilità per gli enti locali”. La parziale soddisfazione espressa dall’Anci?: “Se ad un assetato offri una goccia d’acqua a lui farà piacere, ma quello proposto dal Governo, per giunta senza modifiche al Patto di Stabilità, non c’entra nulla col vero federalismo. Del principio per cui l’elettore giudica chi amministra in base al rapporto tra tasse e servizi, “pago vedo voto” non c’è traccia”.
http://www.partitodemocraticoveneto.org/
lunedì 31 gennaio 2011
lunedì 24 gennaio 2011
martedì 4 gennaio 2011
Padova, calendario della Provincia troppo leghista e i comuni lo restituiscono
Contestata l'iniziativa della Provincia che indica la Festa della mamma e quella dei veneti, ma non sottolinea 25 Aprile e Primo Maggio
SOLESINO. Una Befana un po'... smemorata. E' secondo il Comune di Solesino la protagonista del calendario 2011, stampato a cura della Provincia di Padova in 50.000 copie, da distribuire ai bambini di tutto il territorio padovano. Simpatico e colorato, ma con alcune «stranezze» che balzano all'occhio. Sono citati la Festa del papà, della mamma e dei nonni, il Martedì grasso, l'inizio della primavera, la Festa del popolo veneto (25 marzo). Mancano però due ricorrenze non proprio irrilevanti: 25 aprile e 1 maggio (ma c'è il 2 giugno). E il Comune di Solesino si indigna.
«Abbiamo voluto attingere dalla lingua veneta parole e modi di dire» sostengono l'assessore alla Cultura e Identità veneta, Leandro Comacchio e il presidente della Provincia di Padova, Barbara Degani, nella presentazione dell'iniziativa «per non dimenticare le nostre origini e per trasmettere a voi più piccoli le tradizioni antiche che ci caratterizzano da anni».
«Peccato che tra le varie ricorrenze - fa notare l'amministrazione comunale di Solesino - si evidenzi anche la 3ª edizione della Festa del popolo veneto, che non ci sembra trovar spazio fra quelle tradizioni venete antiche di cui si diceva nell'introduzione. Ma proseguendo ci accorgiamo che il 25 Aprile Festa della liberazione per noi italiani, viene citato come Pasquetta e San Marco, mentre il 1º Maggio, Festa nazionale del lavoro, è indicato come una semplice domenica non degna di particolari citazioni».
«Errori di stampa, come ci auguriamo, o il segnale di un "revisionismo storico" sicuramente poco adeguato per essere divulgato ai nostri giovani? Certo è che la Festa del popolo veneto non può assolutamente essere prevalente rispetto alle Feste nazionali sulle quali è basata la Costituzione della nostra Repubblica - continua l'amministrazione di Solesino - Proprio perché riteniamo che i nostri giovani abbiano il diritto di saperlo e di continuare a ricordarlo, siamo contrari alla divulgazione di un calendario che in questo caso sarebbe poco educativo. Invitiamo tutte le amministrazioni a rispedire il calendario alla Provincia, come farà questo Comune».
da Il Mattino di Padova - F. Segato - 04 gennaio 2010
Di seguito le foto dello scandalo:
SOLESINO. Una Befana un po'... smemorata. E' secondo il Comune di Solesino la protagonista del calendario 2011, stampato a cura della Provincia di Padova in 50.000 copie, da distribuire ai bambini di tutto il territorio padovano. Simpatico e colorato, ma con alcune «stranezze» che balzano all'occhio. Sono citati la Festa del papà, della mamma e dei nonni, il Martedì grasso, l'inizio della primavera, la Festa del popolo veneto (25 marzo). Mancano però due ricorrenze non proprio irrilevanti: 25 aprile e 1 maggio (ma c'è il 2 giugno). E il Comune di Solesino si indigna.
«Abbiamo voluto attingere dalla lingua veneta parole e modi di dire» sostengono l'assessore alla Cultura e Identità veneta, Leandro Comacchio e il presidente della Provincia di Padova, Barbara Degani, nella presentazione dell'iniziativa «per non dimenticare le nostre origini e per trasmettere a voi più piccoli le tradizioni antiche che ci caratterizzano da anni».
«Peccato che tra le varie ricorrenze - fa notare l'amministrazione comunale di Solesino - si evidenzi anche la 3ª edizione della Festa del popolo veneto, che non ci sembra trovar spazio fra quelle tradizioni venete antiche di cui si diceva nell'introduzione. Ma proseguendo ci accorgiamo che il 25 Aprile Festa della liberazione per noi italiani, viene citato come Pasquetta e San Marco, mentre il 1º Maggio, Festa nazionale del lavoro, è indicato come una semplice domenica non degna di particolari citazioni».
«Errori di stampa, come ci auguriamo, o il segnale di un "revisionismo storico" sicuramente poco adeguato per essere divulgato ai nostri giovani? Certo è che la Festa del popolo veneto non può assolutamente essere prevalente rispetto alle Feste nazionali sulle quali è basata la Costituzione della nostra Repubblica - continua l'amministrazione di Solesino - Proprio perché riteniamo che i nostri giovani abbiano il diritto di saperlo e di continuare a ricordarlo, siamo contrari alla divulgazione di un calendario che in questo caso sarebbe poco educativo. Invitiamo tutte le amministrazioni a rispedire il calendario alla Provincia, come farà questo Comune».
da Il Mattino di Padova - F. Segato - 04 gennaio 2010
Di seguito le foto dello scandalo:
lunedì 13 dicembre 2010
lunedì 6 dicembre 2010
Progetto di Revamping Puppato: "Gli impianti ad alto impatto ambientale, sono incompatibili con il Piano Ambientale del Parco Colli Euganei"
Il progetto di Revamping di Italcementi relativo agli impianti della Bassa Padovana (Monselice) da qualche mese è agli onori delle cronache e in questi giorni i toni della polemica sono oltremodo saliti. Ma pochi si sono resi conto che di cosa significa vivere nell’area dei cementifici e quali saranno le conseguenze ambientali di questo progetto per un territorio che da decenni subisce delle ferite, peraltro in una zona che gode di particolari tutele.
Tali impianti ad alto impatto ambientale, come i cementifici, sono incompatibili con il Piano Ambientale del Parco Colli Euganei, che costituisce un valore sul quale fondare uno sviluppo compatibile e coerente con le sua istituzione e le sue finalità. Inoltre il quadro economico del progetto prevede un intervento di 160 milioni di euro. Ma tale investimento come può essere ammortizzato se già esiste una riduzione della produzione e un crollo della domanda e dei prezzi del cemento? Esiste infatti il fondato rischio che, per garantire il processo produttivo, vengano utilizzati rifiuti di ogni genere come Cdr o Pet-coke, uno scarto tossico e nocivo, considerato un combustibile grazie ad una legge del 2002. La sua composizione, comprende benzopirene, un idrocarburo aromatico policiclico fortemente cancerogeno, ossidi di zolfo e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio. E come è noto, i cementifici non sono soggetti, pur bruciando rifiuti, ai controlli e ai limiti di emissione degli inceneritori.
La mobilitazione vede impegnati centinaia di cittadini, comitati e associazioni per la difesa della salute e dell’ambiente, ma anche numerose amministrazioni del territorio, alcune associazioni di categoria e i consigli pastorali delle parrocchie che hanno preso una netta posizione. Alla diffida presentata dai comitati “Lasciateci respirare” ed “E Noi?”, il mese scorso la Italcementi ha risposto minacciando di denunciare coloro che l’avessero firmata. Un atto di intimidazione inaccettabile, che tende a impedire il diritto di espressione e di tutela degli interessi dei cittadini in contrasto con quelli della multinazionale del cemento. L’opposizione al progetto Revamping è stata sempre civile e aperta al confronto, mentre dall’altra parte si sono registrate solo denigrazioni e ricatti, compreso quello occupazionale. La difesa del posto di lavoro non può in ogni caso prescindere dalla tutela della salute dei residenti nei territori interessati. Il tema dei cementifici e dei coinceneritori ha ripercussioni sull’ambiente e sul lavoro, mettendo in conflitto chi privilegia l’uno rispetto all’altro, ma tralasciando un aspetto che io ritengo essere il vero responsabile di queste tensioni, ovvero l’assenza della politica regionale.
Laura Puppato
Presidente Forum Ambiente del Partito Democratico
Tali impianti ad alto impatto ambientale, come i cementifici, sono incompatibili con il Piano Ambientale del Parco Colli Euganei, che costituisce un valore sul quale fondare uno sviluppo compatibile e coerente con le sua istituzione e le sue finalità. Inoltre il quadro economico del progetto prevede un intervento di 160 milioni di euro. Ma tale investimento come può essere ammortizzato se già esiste una riduzione della produzione e un crollo della domanda e dei prezzi del cemento? Esiste infatti il fondato rischio che, per garantire il processo produttivo, vengano utilizzati rifiuti di ogni genere come Cdr o Pet-coke, uno scarto tossico e nocivo, considerato un combustibile grazie ad una legge del 2002. La sua composizione, comprende benzopirene, un idrocarburo aromatico policiclico fortemente cancerogeno, ossidi di zolfo e metalli pesanti come nichel, cromo e vanadio. E come è noto, i cementifici non sono soggetti, pur bruciando rifiuti, ai controlli e ai limiti di emissione degli inceneritori.
La mobilitazione vede impegnati centinaia di cittadini, comitati e associazioni per la difesa della salute e dell’ambiente, ma anche numerose amministrazioni del territorio, alcune associazioni di categoria e i consigli pastorali delle parrocchie che hanno preso una netta posizione. Alla diffida presentata dai comitati “Lasciateci respirare” ed “E Noi?”, il mese scorso la Italcementi ha risposto minacciando di denunciare coloro che l’avessero firmata. Un atto di intimidazione inaccettabile, che tende a impedire il diritto di espressione e di tutela degli interessi dei cittadini in contrasto con quelli della multinazionale del cemento. L’opposizione al progetto Revamping è stata sempre civile e aperta al confronto, mentre dall’altra parte si sono registrate solo denigrazioni e ricatti, compreso quello occupazionale. La difesa del posto di lavoro non può in ogni caso prescindere dalla tutela della salute dei residenti nei territori interessati. Il tema dei cementifici e dei coinceneritori ha ripercussioni sull’ambiente e sul lavoro, mettendo in conflitto chi privilegia l’uno rispetto all’altro, ma tralasciando un aspetto che io ritengo essere il vero responsabile di queste tensioni, ovvero l’assenza della politica regionale.
Laura Puppato
Presidente Forum Ambiente del Partito Democratico
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